Chi non è mai stato in questa parte di Sicilia occidentale spesso la immagina come una lunga distesa di saline e spiagge. In realtà, la costa che va da Marsala a Mazara del Vallo è molto di più: è un susseguirsi di paesaggi, storie e mestieri diversi che, messi insieme, spiegano perché qui il vino — il nostro vino — abbia un sapore che altrove non si trova. Questo articolo vuole essere un’introduzione a questa terra: da qui, nelle prossime settimane, racconteremo più nel dettaglio le saline dello Stagnone, l’isola di Mothia, le antiche tonnare e la cucina di mare trapanese.
Un territorio che vive di mare, da sempre
Sancarraro ha sede a Petrosino, tra Marsala e Mazara del Vallo, in un tratto di costa dove il rapporto tra terra e mare è strettissimo. Non è un caso che due delle nostre tre linee — Mare Magno e Orion — portino nomi che richiamano proprio l’acqua e il cielo sopra di essa: qui il mare non è uno sfondo, è parte della vita quotidiana di chi lavora la terra.
A sud, Mazara del Vallo è da secoli uno dei porti pescherecci più importanti del Mediterraneo, con una storia che si intreccia con la presenza araba — testimoniata ancora oggi dalla Casbah, il quartiere storico che conserva vicoli e architetture di origine nordafricana — e con l’economia della pesca, che ha sempre trainato lo sviluppo della città e dei paesi limitrofi. Muoversi lungo la litoranea in direzione di Marsala significa quindi attraversare non solo un paesaggio, ma anche culture diverse che nei secoli si sono sovrapposte e mescolate: fenicia, araba, normanna.
Marsala e lo Stagnone: saline, isole e storia
Proseguendo verso nord si arriva a Marsala e alla Riserva Naturale Orientata delle Isole dello Stagnone, istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana. È la laguna più vasta della Sicilia, con acque bassissime — spesso non più di 50 centimetri — e un ecosistema unico, dove crescono piante capaci di resistere a un’elevata salinità, come la salicornia e il limonio, oltre a una specie rara ed endemica come la calendula marittima.
All’interno della riserva si trovano quattro isole principali: Isola Grande, Schola, Santa Maria e San Pantaleo, quest’ultima meglio conosciuta come Mothia (o Mozia), antico insediamento fenicio che oggi è uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia. Nello stesso specchio d’acqua si trovano le storiche saline — tra cui quelle Ettore e Infersa — con i mulini a vento restaurati che per secoli sono serviti a macinare il sale, ancora oggi tra le immagini più riconoscibili di questo paesaggio.
Le Egadi, sullo sfondo
Da questo tratto di costa, nelle giornate più limpide, si intravedono anche le Isole Egadi, l’arcipelago che chiude idealmente il golfo davanti a Marsala e Trapani. Non fanno parte del nostro territorio produttivo in senso stretto, ma sono parte del paesaggio quotidiano di chi lavora in questa zona: un orizzonte che ricorda quanto il rapporto tra la Sicilia occidentale e il mare aperto sia sempre stato stretto, ben oltre i confini amministrativi dei singoli comuni.
Petrosino, il cuore agricolo della zona
Tra Marsala e Mazara del Vallo si trova Petrosino: la nostra sede, e uno dei comuni più densi di vigneti al mondo. È qui che, dagli anni Sessanta, sono nate alcune tra le cooperative vitivinicole più importanti a livello internazionale, in una zona dove la viticoltura non è mai stata un settore tra i tanti, ma il motore economico e sociale di interi paesi. Non stupisce che la nostra linea più legata alla tradizione, Lilibeum, prenda il nome dall’antica denominazione fenicio-romana proprio di Marsala.
Tra le due città, una costa di tonnare e cucina di mare
Il tratto di litoranea che separa Marsala da Mazara del Vallo non è solo un collegamento geografico: per secoli è stato costellato di tonnare, gli antichi impianti per la pesca e la lavorazione del tonno rosso, che hanno segnato l’economia e persino il calendario di lavoro di intere comunità costiere. Anche se molte di queste strutture hanno oggi un valore prevalentemente storico e paesaggistico, il loro ricordo resta impresso nella cultura gastronomica locale, che continua a ruotare in gran parte attorno al pesce e ai prodotti del mare: dal cous cous di pesce trapanese alle sarde a beccafico, fino al tonno cucinato secondo le ricette della tradizione marsalese. Non stupisce che tanti dei nostri vini, pensati per accompagnare proprio questa cucina, nascano a pochi chilometri da dove quella cucina è nata.
Una terra, tante ragioni per tornarci
Quello che rende speciale questa litoranea non è un singolo monumento o una singola spiaggia, ma la combinazione di elementi che convivono in pochi chilometri: le saline e i mulini a vento dello Stagnone, l’archeologia fenicia di Mothia, il porto peschereccio e la Casbah di Mazara del Vallo, e in mezzo i vigneti di Petrosino che da generazioni danno vita a vini come i nostri. È una geografia che si legge bene anche in un calice: la sapidità che si ritrova in tanti vini di questa zona non è un caso, ma il riflesso diretto di un territorio dove il mare è sempre a pochi passi dalle vigne.
Nelle prossime settimane racconteremo con più calma ognuno di questi luoghi — le saline e la riserva dello Stagnone, l’isola di Mothia, le antiche tonnare della zona e la cucina di mare trapanese che meglio si abbina ai nostri vini. Per conoscere la nostra storia di famiglia in questo territorio potete intanto leggere la pagina Chi Siamo, mentre per scoprire le nostre etichette potete visitare le pagine delle linee Lilibeum, Mare Magno e Orion.


